La leggenda narra di Ninfa, una bellissima quanto sfortunata principessa che viveva con il padre nel castello sul lago, alle pendici dei monti Lepini.

A poca distanza dal castello però, esistevano grandi paludi infestate dalla malaria e dalle zanzare che il re desiderava ardentemente bonificare.

Il sovrano dunque, decise di convocare i due re confinanti Martino, il buono, del quale Ninfa era segretamente e perdutamente innamorata, e Moro, il malvagio re stregone; ai due uomini il re disse che Ninfa sarebbe andata in sposa a colui che avesse prosciugato le paludi.

Il re Martino si mise subito a lavoro, chiamò migliaia di schiavi e abitanti del suo regno con l’intento di costruire canali e scavare fossi; tuttavia i suoi sforzi si rivelarono vani.

Il re Moro, invece, non fece nulla, osservava il rivale lavorare e si dilettava nel fare la corte alla bella Ninfa che dal canto suo ammirava gli innumerevoli sforzi del suo amato Martino.

Solo nell’ultimo giorno assegnato dal re, il malvagio Moro
estrasse una bacchetta magica, nascosta nel suo mantello e stendendola verso il Monte Circeo fece una magia, prosciugando all’istante la palude.

Fu allora che Ninfa resasi conto del triste destino che l’aspettava, decise di gettarsi nel lago scomparendo per sempre nelle acque.

Sembra che la principessa si sia trasformata in una fata e che viva ancora in quel lago accarezzando e rendendo rigogliosi i fiori e le piante del giardino.


Il giardino di Ninfa, che si trova nel comune di Cisterna di Latina, al confine con Norma e Sermoneta, è oggi di proprietà della nobile famiglia Caetani, a cui deve il suo splendore ed è stato stato dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000 .

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