In questo articolo scoprirete come la consultazione di un oracolo della città di Delfi, portò alla costruzione dell’antico emissario del lago Albano.

Sono molte le leggende che aleggiano intorno alla storia del lacus Albanus, tramandate da generazione in generazione e molto spesso condite da un reale fondamento storico.

Una delle leggende sul lago Albano è quella dell’oracolo di Delfi.

La leggenda narra di quando, nel 398 a.C., le acque del lago Albano cominciarono a salire inesorabilmente, nonostante l’assenza piogge in quel periodo dell’anno.

A quel tempo, come racconta Tito Livio, i Romani erano impegnati in un assedio sotto le mura della città etrusca di Veio. La guerra tra Roma e Veio durava da molto tempo; le difficoltà per i romani però aumentarono proprio del 398 a.C, un anno caratterizzato da un inverno rigidissimo e da un’estate insolitamente calda.

L’innalzamento improvviso e ingiustificato, dato il periodo di siccità, delle acque del lago Albano, costrinse i romani ad inviare degli ambasciatori a Delfi con l’intento di consultare un oracolo.

L’oracolo di Delfi predisse che la vittoria di Roma contro Veio sarebbe stata possibile solo ad una condizione. La condizione suggerita dal veggente ai Romani era quella di drenare e di far defluire le acque del lago Albano.

Fu proprio allora che i Romani cominciarono a scavare e a costruire l’emissario del lago Albano (o di Castel Gandolfo), mettendo in pratica le loro indiscusse conoscenze di ingegneria idraulica.

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