Partendo con la prospettiva di un viaggio in Bosnia, subito dopo Sarajevo, il luogo
che si ha necessità di raggungere è sicuramente Mostar.

Mostar è una città di poco più di centomila abitanti del Cantone dell’Erzegovina-
Narenta e rappresentai l centro principale della Erzegovina a circa due ore di strada

dalla Capitale Sarajevo. E’ attraversata dal fiume Narenta : dal centro della città è
possibile raggiungere le sponde del fiume da vari punti. Il più suggestivo è quello che
permette di scendere le scalette della via principale costeggiate da locali e ristoranti
piene di vita per godere della vista completa del Ponte Vecchio e, nella sua arcata , in
prospettiva, delle antiche case e costruzioni nate nei secoli lungo la sponda del fiume.
È conosciuta appunto per il celebre Stari Most a cui deve il suo nome , il Ponte
Vecchio, struttura ad unica arcata a originaria del periodo Medioevale e ricostruita
dopo la fine della guerra. Insieme alle torri sulle due rive, dette i “custodi del ponte”
(mostari), è stato riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità nel 2005.
La sua storia è ricostruita e raccontata nel Museo del Ponte Vecchio. Un’altra
bellissima scaletta porta invece fino al minareto della moschea Koski Mehmed-Pasha,
che offre una meravigliosa vista panoramica della città e del ponte.

La Città d Mostar fu fondata nel quindicesimo secolo dai Turchi Ottomani e a fine del
diciannovesimo secolo fu annessa all’impero Astro-Ungarico; alla fine della prima
guerra mondale divenne parte dello DSHS (Stato dgli Sloveni, Croati e Serbi) in
seguito denominato Regno di Jugoslavia. Dopo la seconda guerra mondiale, in cui fu
controllata dai nazi fascisti, la città entrò a far parte della Repubblica Popolare di
Bosnia ed Erzegovina,.
Tra il 1992 e 1993 la Bosnia-Erzegovina indisse un referendum popolare ed aveva
dichiarato l’indipendenza; a seguito di ciò la città fu bombardata ed assediata per

nove mesi. Nel 1994 a seguito degli accordi di Washington il conflitto croato-
bosniaco terminò; ciò nonostante Mostar rimase divisa tra la parte croata e quella

bosniaca; occorse infatti attendere il 1996 fu ristabilita la libera circolazione da una
parte all’altra della città.
Nel 2004 fu completata la ricostruzione dello Stari Most che, assieme alla Città
Vecchia di Mostar, è stato iscritto dall’UNESCO nella lista dei siti dichiarati
Patrimonio dell’umanità l’anno seguente

Mostar è una città che, come dicevo all’inizo di questo articolo, si ha l’esigenza di
raggiungere soprattuttot per chi, come me, ha più di quarant’anni: è la città del ponte
abbattuto, della divisione in due del centro storico. Ricordo ancora il giorno in cui
questa notizia arrivò : da quel momento la foto del ponte caduto ha fatto parte dei
ricordi della camera di una studentessaes universitaria che non ha mai dimenticato
cosa può fare l’uomo contro se stesso e la propria importantissima storia.

Per me è stata una gioia incredibile vedere la rinascita, anche, se si vuole, un po
turistica di questa città tra i locali coloratissimi ed allegri delle vie del centro, i
mercati degli artigiani la gentilezza ed accoglienza della sua gente. Una gioia, per un
giorno, sentirsene parte.
Mostar, non vuole dimenticare come tra l’altro, è consigliato in una tarda al centro
della città..e noi con lei non dimenticheremo.
Ma vuole andare avanti e lo dimostra nella sua eccezionale accoglienza e nella
convivenza tra le etnie, cosi come prima della guerra.

Voglio ringraziare la Flybosnia Airlines, la Swisshotel di Sarajevo e
Valleyoftourism per l’occasione di conoscere la terra di Bosnia in occasione del
volo inaugurale della tratta Roma Fiumicino – Sarajevo della FlyBosnia.

Da vedere a Mostar:
1) Museo del Ponte Vecchio Kujundziluk, Mostar 88000, Bosnia e Erzegovina
Ricostruisce la storia ottomana ed austroungarica del ponte più celebre e
vistato della Bosnia
2) Fume Neretva ha una lunghezza di crca 225 km quas completamente in
Erzegovina; solo la parte fnalescorre nella regione raguseonarentana in
Dalmazia.
3) Il Ponte Storto (Kriva Cuprija) è il second ponte d pietra ad arco singolo
costruito sul Rabobolijia, un piccolo corso d’acqua poco distante dal
fiume Neretva; risalente metà del sedicesimo secolo n piena dominazione
ottomana fu danneggiato dalla guerra negli anni novanta e ricostruito dopo il
2000 quando venne distrutto da una piena
4) Ponte Vecchio conosciuto anche con il nome di Stari Most da cui risale il nome
della città risale al XVI secolo in pieno periodo Ottomano : fu costruito per unire
le due parti della città che il fiume che l’attraversa divide.
5) Bazar di Kujundziluk si trova a Mala Tepa, Mostar 88000, Bosnia ed
Erzegovina L’antico Bazar della città

6) Il Museo della Guerra e del Genocidio 1992-1995 Brace Fejica, Mostar 88000,
Bosnia e Erzegovina Il luogo della memoria della guera e del lungo assedio; un
luogo assolutamente da visitare
7) La Moschea di Koskin-Meshed Pasha Mala Tepa 16, Mostar 80807, Bosnia ed
Erzegovina gode di una visulae meravigliosa sul fiume e, nonostante sia stata
ricostruita presenta uno stile e una pianta assolutamente coerente con quella
antecedente agli ann novanta.
8) Moschea di KaradozbegKujundziluk, Mostar 88000, Bosnia e Erzegovina
Moschea in stile ottomano VI secolo
9) Biscevica Cosak Mostar 88000, Bosnia e Erzegovina una delle tre case
ottomane presente a Mostar
10) Lapide che ricorda Marco Luchetta Alessandro Ota e Dario D’angelo tre
giornalisti italiani della RAI di Trieste. in Brace Fejica 82a, Il 28 gennaio
1994 i tre giornalisti erano a Mostar per un documentario sui bambini vittime
della guerra. Vennero tragicamente colpiti da una granata mentre cercavano di
salvare un bambino. Ogni anno si svolge una commemorazione in loro onore.

Delia Giangregorio
Autrice delle fotografie

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