Ero stata a Gaeta più di 30 anni fa, quando ero molto piccola, ne avevo un ricordo sbiadito e molto parziale.

La prima cosa che mi viene da dire, dopo una giornata trascorsa ad ammirare i paesaggi ed un mare blu intenso ed irripetibile, è che una sola giornata non è sufficiente.

GAETA, UN MARE INCANTEVOLE

Troppe le cose da vedere a Gaeta. Le chiese bellissime e di epoche storiche diverse; le struggenti viste a precipizio su un mare in cui verrebbe voglia di tuffarsi anche in inverno perché al tempo stesso pieno e trasparente; i meravigliosi colori dei vicoli del centro storico che ricordano una Napoli più silenziosa ed ordinata ma con lo stesso intenso profumo di cucine di casa; le voci dei bambini e delle famiglie attorno alle tavole della domenica.

Gaeta è davvero un Borgo dal quale si rimane incantati; una piccola Napoli costruita intorno al Golfo con insediamenti antichissimi e sovrapposizioni di epoche che si rincorrono in pochi passi per le vie del centro storico principalmente medievale.

Dal porto e pressoché da ogni punto del Borgo si nota la presenza imponente del Tempio di San Francesco; costruito inizialmente dal Santo da cui prese il nome che vi dimorava quando si fermava a Gaeta e ricostruita per volere di Carlo D’Angiò in stile gotico nel XIII secolo.

TRA STORIA E LEGGENDA

Terra Di Eremiti e Di Santi; la meravigliosa Montagna Spaccata, da cui si gode un panorama sulle acque cristalline, conserva il giaciglio di San Filippo Neri, proprio alla porta della Cappella dove si ritirava a pregare.

Luogo di devozione, come dimostrano i piccoli Voti in ogni vicolo del centro, tipici dei luoghi di mare da dove i pescatori partono confidando nella fede per poter tornare.

Luogo di leggende come quelle della Montagna Spaccata e dell’impronta del Turco nell’omonima Grotta entrambe visitabili con una piccola offerta volontaria.

il porto a Gaeta
Anna Giangregorio
Autrice delle fotografie
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